MUTUI A TASSO VARIABILE : NUOVO EURIBOR E ARRIVA ESTER. COSA CAMBIA?

Mutui a tasso variabile: nuovo Euribor e arriva Ester. Cosa cambia?

E’ ormai ufficiale: dalla fine del 2019 entrerà in vigore il nuovo Euribor. Il tasso al quale sono indicizzati i mutui a tasso variabile vedrà cambiare l’algoritmo di calcolo. Quali le conseguenze per chi desidera stipulare un nuovo mutuo?

Che cos’è l’Euribor

Il tasso Euribor è un indicatore medio dei tassi di interesse sulle transazioni finanziarie interbancarie. In altre parole, si tratta di una sorta di media degli interessi che le banche europee si chiedono l’un l’altra per prestarsi denaro a  vicenda. Tale tasso è utilizzato come base per determinare gli interessi di finanziamenti e mutui: in particolare, il tasso a 12 mesi è la base per il calcolo dei mutui a tasso variabile in Spagna, mentre quello a tre mesi è il fondamento del calcolo per i mutui a tasso variabile italiani.

Come cambia l’Euribor

Entro la fine del 2019 entrerà in vigore una nuova versione dell’Euribor. Il calcolo del tasso, finora appunto basato su una sorta di media dei tassi richiesti da un campione composto da una ventina di istituti bancari sparsi per l’Europa, sarà modificato per garantire una maggiore trasparenza e aderenza alla situazione dei mercati. Lo European Money markets Institute ha quindi annunciato che il calcolo del nuovo Euribor sarà basato sulle effettive transazioni avvenute a seconda delle diverse scadenze, con l’inserimento di meccanismi correttivi per limitare la volatilità del nuovo indice. In altre parole, per evitare che il nuovo Euribor sia troppo condizionato dall’andamento, proverbialmente altalenante e potenzialmente pericoloso, dei mercati, verranno inseriti dei meccanismi di calcolo che conferiranno all’indice maggiore stabilità, per la sicurezza finanziaria dei clienti che stipuleranno mutui e prestiti ad esso indicizzati.

Cosa cambia con il nuovo Euribor per i mutui

Ma cosa cambierà, nel concreto, per chi desideri stipulare un nuovo mutuo con l’entrata in vigore del nuovo Euribor? Stando alle simulazioni, lo scarto tra il nuovo e il vecchio Euribor era di meno di cinque punti base, un’entità che poco dovrebbe preoccupare i mutuatari.

“ Dalle informazioni che abbiamo – risponde Stefano Tempera, consulente e fondatore di Cercamutuo.com (ex Euribor.it), -  il nuovo Euribor, essendo determinato dagli effettivi scambi di mercato, sarà probabilmente più soggetto a volatilità, ma non credo che si discosterà di molto dall'attuale rilevazione”.

Se da un lato infatti l’indice nuovo, maggiormente soggetto all’andamento delle transazioni di mercato, potrebbe rivelarsi più volatile, presentando maggiori oscillazioni che al presente, è anche vero che i meccanismi di calcolo ideati per stabilizzarlo dovrebbero garantire una certa tranquillità.

“D’altro canto – precisa Tempera, - è altrettanto probabile che chi dovrà sottoscrivere un mutuo poco dopo l'entrata in vigore del nuovo parametro mostrerà una certa diffidenza verso un indice di cui non si hanno dati storici e prevedibilmente ci sarà un'impennata dei mutui a tasso fisso”.

Via Eonia, arriva Ester

Oltre al cambiamento dell’Euribor, dall’autunno 2019 è prevista la sostituzione del tasso Eonia (l’attuale Euro overnight index average) con il tasso Ester, l’Euro short-term rate. In altre parole, il tasso che ad oggi è utilizzato per valutare il costo degli scambi “overnight”, ovvero da un giorno all’altro, dei finanziamenti, sarà sostituito da un nuovo indicatore a breve termine. Ester, appunto. Che dovrebbe fungere da “paracadute” in caso di mancata rilevazione dell’Euribor, garantendo  un agevole passaggio dal vecchio al nuovo calcolo.

Un gruppo di consulenti è già al lavoro per il nuovo Ester, ed entro il prossimo febbraio sottoporrà le proprie osservazioni preliminari, di natura prettamente tecnica. Occorrerà fissare le scadenze di rilevazione (una settimana, un mese, tre, sei e 12 mesi), oltre che correggerne i valori, che al momento risultano inferiori a quelli dell’Eonia, cosa che potrebbe avere effetti sui finanziamenti. Sulle aspettative relative all’andamento dell’Eonia (attualmente) si basano infatti, tra le altre cose, le politiche in termini di spread bancari relativi a mutui e prestiti erogati.